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LO STATO DELLA CONCERTAZIONE COMUNITARIA IN SICILIA


Licenziamenti, disoccupazione, carenza di investimenti per lo sviluppo produttivo. Troppo spesso sentiamo questi discorsi e troppo spesso non ci facciamo più caso perché fanno parte costante del nostro linguaggio quotidiano.
L’apparato burocratico del nostro governo, tanto complesso e farraginoso, non rappresenta certamente un supporto favorevole allo sviluppo e agli investimenti.
Non è uno strumento idoneo che può permetterci di uscire dallo stato di crisi in cui ci troviamo. Gli investimenti sulla ricerca, sulla formazione legata alla reale necessità di creazione delle figure professionali richieste da aziende ed imprese, l’assistenza alle PMI, sono tutti concreti indirizzi verso cui muoversi senza alcun indugio.
Ancora oggi ma non per lungo tempo l’Unione Europea, attraverso l’impiego di ingenti risorse economiche destinate in particolare alla nostra regione, dà la possibilità di percorrere queste strade fornendoci di tutto quello che occorre. Ma andiamo ancora troppo lentamente.
Il governo regionale sebbene disponga di responsabili, funzionari, dirigenti di alto spessore professionale, sembra essere imbrigliato da frequenti dissidi interni, e questo non fa bene allo sviluppo. Come coordinatore regionale del dipartimento fondi comunitari auspico, anche alla luce di questa nuova ridistribuzione dei quadri dirigenti, la riapertura dei tavoli di concertazione tra l’istituzione regionale e le parti economiche e sociali, al fine di riattivare il processo determinante di organizzazione, produzione e gestione delle risorse.



Arch. Giuseppe Fascella (nella foto)
Coordinatore regionale
Fondi Comunitari e Tavoli di Partenariato


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