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PESCA: (UGL) FEAMP, LO STRUMENTO UE PER DISTRUGGE LA PESCA SICILIANA

Giuseppe Messina
Si e' tenuto, nel pomeriggio, il tavolo partenariale sulla bozza di regolamento (Ue) FEAMP.
Dagli interventi, seguiti alla disamina dell'articolato di cui al Titolo V^, sono emerse posizioni condivise circa l'allarmismo per il futuro delle marinerie siciliane a seguito dell'entrata in vigore dello strumento comunitario che regolera' il settore della pesca unitamente ad altri regolamenti, tra i quali PCP, Coesione, PAC, ambienti marini, etc. L'impianto del nuovo regolamento ruota intorno alla riscrittura del ruolo del pescatore comunitario, che, nell'immaginario della Commissione Europea, dovra' diventare un imprenditore ma in settori diversi dal quello di provenienza. E per questo e' previsto un ventaglio di norme e contributi diretti alla definitiva fuoriuscita dal settore della pesca, intesa in senso stretto. Tra i principi ispiratori dello strumento vi' e' quello del divieto di nuove costruzioni, di demolizioni definitive e di ammodernamento dei natanti. In quest'ultimo caso, si potra' ammodernare ma a patto che l'investimento sia strettamente correlato al miglioramento delle condizioni di salute a bordo (art.33). Preoccupa l'esercizio del diritto di deroga in capo alla Commissione Europea che di fatto e nella sostanza rende aleatorio ogni capacita' di programmazione delle regioni marinare e di progettazione dei beneficiari previsti. Stucchevole e' la previsione contenuta nell'art. 31 che che per promuovere il capitale umano si rivolge ai coniugi di pescatori, anche conviventi, autonomi non salariati ne' soci che svolgano attivita' anche complementari alla pesca. Si prevede la creazione di migliaia di nuovi posti di lavoro attraverso, per esempio, l'avviamento di imprese in settori diversi dalla pesca o il riadattamento della navi adibite alla pesca costiera artigianale per destinarla ad attivita' diverse dalla pesca (art. 32). Altra previsione e' quella contenuta nell'art. 36 in tema di limitazione dell'impatto della pesca sull'ambiente marino, la quale prevede investimenti destinati univocamente a migliorare la selettivita' degli attrezzi da pesca con riguardo alla taglia o alla specie, o che riducono le catture indesiderate o accessorie. In un momento cosi' delicato dell'economia con l'Italia in regressione tecnica e con il carburante alle stelle, come si possa pensare di sostenere, nel prossimo settennio, investimenti a bordo volti a ridurre l'emissione di sostanze inquinanti o gas a effetto serra al fine di mitigare i cambiamenti climatici, e' per lo meno singolare. Nulla o poco sulla valorizzazione della professionalita' del pescatore, sul mantenimento dei livelli occupazionali o sul sostegno reddituale in caso di temporane inattivita. Uno strumento che e' preludio alla reale chiusura del comparto della pesca mediterranea.
Diviene indispensabile correre ai ripari, dichiara Giuseppe Messina - Segretario regionale Ugl Federazione Agroalimentare Sicilia - chiamando all'lappello tutti gli europarlamentari siciliani e le forze politiche regionali per la presa di coscienza della gravita' delle cose. Al Presidente Lombardo chiediamo - conclude il sindacalista - un intervento immediato per formalizzate alle parti sociali prima ed al Governo nazionale ed all'UE dopo, la posizione della Sicilia in merito a questo apocalittico scenario che investe uno dei settori storicamente produttivi e tradizionalmente radicati con i territori.

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