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LAVORO: MESSINA (UGL), MANCATA RIFORMA SERVIZI PER L’IMPIEGO IN SICILIA AFFOSSA GIOVANI E LAVORATORI

“La fotografia dell’Istat sulle distorsioni del mercato del lavoro in Italia, commentata dal segretario confederale di Ugl, Fiovo Bitti in una dichiarazione riportata oggi dal quotidiano online Siciliaonpress.com , si ripercuote in Sicilia con effetti devastanti per il mondo del lavoro, soprattutto giovanile”.
Così Giuseppe Messina, reggente in Sicilia di Ugl, sullo stato di salute del mercato del lavoro nell’Isola.
“L’annunciata riforma dei servizi per l’impiego del Governo regionale resta ferma al palo – aggiunge il sindacalista – ed a pagarne le spese non sono solo i giovani, la cui disoccupazione in Sicilia tocca livelli di guardia, ma anche una platea di 1700 operatori esperti in politiche attive del lavoro che, dopo una qualificazione specifica, pagata con fondi pubblici e professionalizzazione conquistata sul campo con anni ed anni di attività, spesso al fianco degli impiegati pubblici dei Centri per l’impiego, si ritrovano con un pugno di mosche in mano dopo il disimpegno  dell’assessore al Lavoro Caruso annunciato alla stampa ”.
“Serve a poco che dall’esecutivo regionale si continuino a fare annunci che non portano da nessuna parte – sostiene Messina -. Che aggiunge: “Il fallimento dell’azione di governo negli ultimi anni passa dai mancati tirocini del Piano Giovani, dalle enormi difficoltà nella gestione del Piano Garanzia Giovani e dallo stallo nel progetto di riforma che non vede la luce”.
“La difficoltà nell’attuare le politiche attive del lavoro in Sicilia – continua il reggente siciliano di Ugl - sono lo specchio della insipienza di questo governo e della classa politica che continua a garantire il sostegno politico al Parlamento siciliano”.
“Serve un repentino cambio di rotta  - conclude Messina - che porti la Sicilia a governare le dinamiche del mercato del lavoro, allentando la morsa della disoccupazione giovanile, individuando il percorso corretto per la ricollocazione degli operatori esperti in politiche attive del lavoro”.


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