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BACINO EX RMI, MESSINA (UGL): RESPONSABILITA’ SUI RITARDI DELL’AVVIO CANTIERI

"Non ci piace il balletto delle responsabilità sui ritardi accumulati dell'avvio dei cantieri di lavoro 2016 e nel pagamento del sussidio al reddito in favore dei 1320 lavoratori appartenenti al bacino dei soggetti già percettori del Reddito Minimo di Inserimento, operanti nei comuni delle ex province di Caltanissetta ed Enna. Come Ugl un chiarimento lo dobbiamo ai lavoratori interessati oltre che per la verità dei fatti, molti nel passato anche recente hanno giocato allo scaricabarile con conseguente inutile caos".
A dichiararlo Giuseppe Messina, Responsabile regionale dell'Ugl Sicilia intervenendo sulla vicenda riguardante il bacino degli ex RMI.
"Abbiamo rilevato che gli uffici dell'Assessorato regionale del lavoro stanno completando le procedure per il Piano di Riparto - dice il sindacalista - e nel frattempo però registriamo ritardi, in alcuni Comuni interessati delle province di Caltanissetta ed Enna, con la richiesta di seconda trance 2015 con la rendicontazione 2015 e con l'istanza per l'accredito delle somme per l'avvio dei cantieri 2016. Ed a soffrire sono i lavoratori che continuano a non percepire il sussidio al reddito e non lavorare in alcuni Comuni ritardatari".
Il progetto riguardante il bacino RMI - chiarisce Messina - è finanziato dalla Regione Siciliana tramite il Fondo regionale per l'occupazione di cui l'assessore regionale della Famiglia delle Politiche Sociali e del lavoro ne è il legale rappresentante". Che aggiunge : "Nello stanziamento dell'Ars di 9 milioni e 400 mila euro per il 2016 sono comprese le risorse destinate ai Comuni per l'avvio dei progetti e la quota per i fuoriusciti".
"Abbiamo appurato - sottolinea il Reggente dell'Ugl in Sicilia - che le richieste pervenute presso gli uffici del dipartimento regionale lavoro entro il 17 aprile scorso, finalizzate al bonus incentivo di trentasei mensilità, impegneranno complessivamente 4 milioni e 100 mila euro per la fuoriuscita dal bacino RMI".
Secondo quanto verificato dall'Ugl presso gli uffici dell'Assessorato regionale al Lavoro la parte restante dello stanziamento 2016 - continua Messina - dovrebbe essere sufficiente a coprire il fabbisogno di 6 o 7 mesi di attività presso i cantieri che i Comuni hanno avviato o avvieranno l'anno in corso. Il costo mensile dei lavoratori ex bacino RMI è di circa 750 mila euro e per le attività di fine progetto il governo regionale da quanto abbiamo appreso, dovrebbe provvedere in sede di assestamento di bilancio nei prossimi mesi. 
Come Ugl - conclude - chiediamo che a livello territoriale chi ha la responsabilità non si sottragga e faccia quanto necessario a superare ogni ostacolo a beneficio di questa platea particolare di lavoratori che per definizione non altro altro mezzo di sussistenza e non possiamo permetterci di buttarli nella disperazione per pastoie burocratiche".
Il reddito minimo di inserimento, introdotto in via sperimentale dall'articolo 59, commi 47 e 48 della Legge 27 dicembre 1997, n. 449, disciplinato dal decreto legislativo n.237 del 18 giugno 1998 e informato in Sicilia dalla legge regionale n.5 del 19 maggio 2005 e successive modifiche ed integrazioni, e' una misura di contrasto della poverta' e dell'esclusione sociale attraverso il sostegno delle condizioni economiche e sociali delle persone esposte al rischio della marginalita' sociale ed impossibilitate a provvedere per cause psichiche, fisiche e sociali al mantenimento proprio e dei figli.
Il reddito minimo di inserimento e' costituito da interventi volti a perseguire l'integrazione sociale e l'autonomia economica dei soggetti e delle famiglie destinatari, attraverso programmi personalizzati, e da trasferimenti monetari integrativi del reddito. 

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