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CAOS SANITÀ SICILIANA. LANTERI, GUGLIELMINO E SPADA (UGL): “MANOVRE INCOMPRENSIBILI, URGONO CORRETTIVI COME L’IMMISSIONE IN SERVIZIO DEI VINCITORI DI CONCORSO.”

Cosa sta succedendo alla sanità siciliana? E’ questo il frequente interrogativo che sta scuotendo l’opinione pubblica, costretta quotidianamente ad inseguire un diritto sancito dalla Costituzione della Repubblica italiana. Quel sacrosanto diritto alle cure che oggi nella nostra realtà siciliana è diventato una chimera, anche perché si assiste giornalmente a tentativi di smantellamento del servizio sanitario regionale. Di fronte ad un quadro del genere, ogni giorno che passa cresce la preoccupazione dei sindacati che stanno vedendo sempre più compromesso il futuro di migliaia di lavoratori, oltre alla qualità ed all’efficienza di servizi essenziali per l’utenza. “Siamo basiti di fronte a vicende che come avevamo più volte segnalato potessero accadere, anche se fino alla fine speravamo non accadessero grazie al buon senso nell’accoglienza delle segnalazioni, tutti i giorni creano caos e difficoltà alla sanità Siciliana.” Queste le parole del coordinatore nazionale del settore docenza e dirigenza di Ugl università Raffaele Lanteri, del segretario regionale della federazione Ugl medici Aurelio Guglielmino e del segretario regionale della federazione Ugl sanità Renzo Spada, che aggiungono: “Dopo l’invenzione della figura del sanitario “balneare”, con rinnovi dei contratti a tempo determinatissimo, ovvero da uno a tre mesi, vengono creati reparti accorpati, come il caso degli ospedali riuniti di Mazara del Vallo e Castelvetrano e dell’azienda ospedaliera “Garibaldi” di Catania, e viene istituito al “Piemonte” di Messina il pronto soccorso ad ore con apertura dalle 8 alle 20! Pur sforzandoci di comprendere le motivazioni di chi, per motivi di sicurezza, è stato costretto ad assumere questo genere di iniziative continuiamo a chiederci come sia stato possibile giungere a simili soluzioni estreme. Ci mettiamo soprattutto nei panni di chi, indossando un camice bianco, si trova davanti all’utenza dovendo dire che il pronto soccorso sta per chiudere come fosse un qualsiasi negozio, immaginandone il relativo e comprensibile imbarazzo. Ci immedesimiamo – aggiungono i tre sindacalisti – in un utente che si aggira all’interno dell’ospedale alla ricerca dell’ambulatorio o dell’unità operativa dove poter fruire della prestazione sanitaria, cogliendone il disagio. Allora reiteriamo due domande. Era proprio necessario tutto ciò? Quali correttivi pensiamo di attuare? Per questo motivo, ancora una volta, ribadiamo sia urgente sbloccare le immissioni in servizio dei numerosi vincitori di concorso e prorogare la scadenza delle graduatorie utili, oggi prevista per il 31 dicembre, in vista di nuovi concorsi pubblici. Siamo convinti che in assenza di queste manovre la situazione è destinata a peggiorare, in particolare con l’inoltro della stagione estiva dove i periodi di ferie e le già attivate quiescenze potranno creare ulteriori difficoltà al sistema sanitario stesso. Riteniamo – concludono Lanteri, Guglielimo e Spada – che queste soluzioni oggi siano non più una necessità, ma un’emergenza. Questo rappresenteremo ai componenti della commissione servizi sociali e sanitari dell’Ars nel corso dell’audizione di mercoledì 13 luglio che il presidente Giuseppe Digiacomo già subito concesso, questo vorremmo ribadire con un accorato appello all’assessore regionale della salute Baldo Gucciarci a cui rinnoviamo la richiesta di incontro urgente.



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