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Sanità. Ugl Ragusa, no a colonizzazione salute, chiediamo chiarezza e garanzie per i cittadini

Dura presa di posizione dell'Ugl di Ragusa contro il Manager dell’ASP Aricò a margine di un incontro tenutosi nei giorni scorsi con la dirigenza sindacale ragusana. 
"Contestiamo al manager dell'Asp di Ragusa - afferma Gianna Dimartino Responsabile provinciale dell'Utl/Ugl - la grave situazione che, in questi giorni, sta interessando l’erogazione dei servizi sanitari a causa del trasferimento tuttora in corso dai vecchi al nuovo ospedale la cui apertura, prima fissata al 26 giugno, è stata revocata ed è stato disposto il ripristino della situazione originaria". 
"Una situazione paradossale quella del passaggio dal vecchio al nuovo nosocomio - aggiunge la sindacalista -che mette a rischio il diritto alla salute dei cittadini ragusani costretti, per necessità, a rivolgersi alla struttura pubblica".
"Nelle more dell’integrale ripristino -denuncia la Dimartino - i pazienti e gli utenti non hanno più nessun tipo di certezza e vengono dirottati ovunque, anche negli altri ospedali provinciali, creando una serie di complessità nella gestione dei presidi ospedalieri che, unita alle problematiche già presenti, stanno suscitando un malumore diffuso e generalizzato per la mancanza di punti di riferimento".
"Ci chiediamo con quale senso di responsabilità è stato pensato il trasferimento senza pianificarlo anzitempo -prosegue il responsabile dell'Ugl di Ragusa - così come non comprendiamo le ragioni che hanno spinto ad aprire necessariamente entro il 26, procedere all’inaugurazione entro quella data creando tutti questi disagi ai cittadini. Tanta fretta per cosa? Certo è che se il Manager ha architettato il piano diabolico per ottenere l’incentivo economico c’è da chiedersi qual è il rispetto che nutre nei confronti dei nostri concittadini"?
"Vogliamo escludere questa ipotesi - dice l'esponente sindacale - certo è però che la gestione Aricò diversi malumori li ha suscitato come le dure reazioni sia nell’ambiente politico (ad eccezione di qualcuno) sia all’interno dei dipendenti, sia all’interno dei Sindacati e soprattutto in seno all’Utenza".
"Non possiamo dimenticare - ricorda - il danno economico che in extremis è stato evitato grazie all’intervento del suo 'estimatore' allorquando manifestando tutto il suo 'rispetto' nei confronti del benefattore Giuffrè che gli portava un assegno di due milioni di euro per il completamento del nuovo Ospedale, senza riceverlo, lo faceva attendere nella sala di aspetto per diverse ore.
La domanda è d’obbligo: se il dr. Aricò non ha mostrato rispetto nei confronti di un benefattore con in mano due milioni di euro che tipo di rispetto può avere nei confronti di un comune mortale?
Come mai il dr Aricò è giunto in provincia di Ragusa malgrado i suoi oscuri trascorsi in quel di Firenze?
A carico di chi sono tutte le spese folli effettuate per il trasferimento e ora per il ripensamento"?
"Come Ugl diciamo basta a queste forme di colonizzazione e di sottomissione della nostra Sanità a delle logiche che di sicuro non tutelano i nostri cittadini - conclude la Dimartino - siamo ben felici che il dr. Aricò sia stato 'promosso' e ritorni nella sua Palermo anche se, onestamente, ci dispiace per gli amici palermitani".




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