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| Giovanni Condorelli |
Da qualche giorno il termine “Big Society” è imploso all’interno del dibattito politico – sociale, introdotto dal primo Ministro britannico, David Cameron ,inteso non più in termini di welfare, ma in termini di “Sussidiarietà”. Sussidiare le politiche sociali del lavoro e della formazione sembra essere l’obiettivo che intende raggiungere il Governo italiano, in particolare il Ministro Sacconi afferma che i tempi sono maturi per giungere a “meno stato più società”.
Per l’Italia sarebbe un cambiamento antropologico rilevante – dichiara il Segretario Confederale Ugl Giovanni Condorelli – in cui la centralità dello stato verrebbe meno dando maggiore fiducia alle Regioni e nella solidarietà sociale. Sussidiare le politiche del lavoro e sociali potrebbe rappresentare la nuova sfida post- crisi. Gli esperti lo chiamano Terzo settore formato da Associazioni, Fondazioni e Cooperative sociali, i c.d. corpi intermedi, che si occuperanno della autorganizzazione e assistenza nell’ottica di cooperazione.
Concordiamo con il Ministro Sacconi – spiega Condorelli – che i tempi sono maturi e che la crisi economica ha profondamente mutato la concezione di Welfare concettualizzato su una logica industriale e sulla modernizzazione, in cui lo sviluppo sociale ha bisogno di sicurezza. Ma oltre ad essere maturi i tempi, ci sono delle spaccature sindacali e politiche che necessitano l’intervento del governo; il caso di Mirafiori è l’esempio palese di come l’assenza di una politica tesa ad arginare i contrasti fra sindacati, industriali e lavoratori, conducono a delle fratture attualmente insanabili, anche se questo vorrebbe dire preservare il sistema impresa italiano. “Meno Stato più società” si, ma solo quando l’interesse unico è quello di salvaguardare il lavoro di milioni di lavoratori. Se al referendum di Mirafiori, il buon senso degli operai non sarebbe prevalso, avremmo perso una battaglia sindacale che la storia industriale e operaia avrebbe ricordato per sempre.
L’idea di superare un welfare stato – centrico, non deve far dimenticare - nonostante le politiche di austerità - che ha messo in campo con gli ammortizzatori sociali oltre 9miliardi,garantendo un paracadute anche alle categorie di contratti per i quali non erano previsti – conclude Condorelli - è giusto pensare al suo superamento, solo quando lo Stato- apparato sarà pronto ad un deregolamentazione su tutta la riforma dello Stato sociale.

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