In data 31 marzo 2015, si è chiusa, la prima seduta non stop tra Aran Sicilia e le
organizzazioni sindacali per cercare una ipotesi di accordo sulle norme
inserite inopinatamente dal governo nel testo della Finanziaria presentata, in
questi giorni, all'A.R.S. e oggetto di un protocollo d’intesa sottoscritto il
18 marzo u.s. Le distanze tra l'Aran e la maggioranza dei sindacati, sulle
norme in discussione, relative alla mobilità e sistema pensionistico, appaiono
ancora lontane, nonostante i buoni propositi e l’impegno del Commissario
dell’ARAN. Le OO.SS. COBAS/CODIR, SADIRS, SIAD, UGL e DIRSI hanno denunciato,
ancora una volta, la provocazione del Governo che vorrebbe fare, dei dipendenti
regionali, l'agnello sacrificale da immolare sull'altare della stampa per dare
una sensazione fumosa all'opinione pubblica di portare avanti un'azione di
rigidità che, invece, non sfiora neanche i veri privilegi delle varie caste
presenti nello scenario regionale che mantengono intatte tutti loro privilegi alla
faccia dei cittadini e dei disoccupati siciliani. Cosi stante le cose siamo
convinti che questa manovra Finanziaria non solo non salverà la Sicilia, ma
rischia di affondarla insieme all’Amministrazione Regionale e i suoi
dipendenti. Le OO.SS. hanno invitato, ancora una volta, l'Aran a farsi
portavoce nei confronti del Governo per sollecitare una risposta alle
condizioni poste da parte sindacale che chiedono, a gran voce, la
riclassificazione del personale, il rinnovo del contratto giuridico, il rinnovo
dei bienni economici (avuti dai comparti dello Stato), il sistema di
fuoriuscita del personale avente titolo con penalizzazioni adeguate al periodo
di fuoriuscita, fermo restando l'attuale mantenimento del sistema di calcolo
che, giova ricordare, è già adeguato a quello statale a partire dal 1^ gennaio
2004. A una risposta dilatoria o contraria le OO.SS. riprenderanno la lotta
sindacale con azioni di protesta che culmineranno con uno sciopero generale e
manifestazioni all’ARS attivando, altresì, ogni forma di lotta aggiuntiva
compresa una capillare azione di denuncia e d'informazione all'opinione
pubblica, in tutte le piazze siciliane, sulla vera faccia di una Finanziaria
che non da alcuna risposta alla crisi siciliana e che, anzi, tenta di depredare
le ultime frattaglie di una economia ormai in coma profondo, forse
irreversibile.
Livelli essenziali delle prestazioni. La Commissione Parlamentare per le questioni regionali incontra i sindacati
La Commissione parlamentare per le questioni regionali presieduta dal Presidente Francesco Silvestro ha incontrato presso la Prefettura di Palermo per l’undicesima tappa del ciclo di audizioni, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla determinazione e sull’attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni (LEP) concernenti i diritti civili e sociali i sindacati UGL e CGIL, CISL, UIL. Lo rende noto l’Ufficio Stampa dell’UGL Sicilia. “L’autonomia differenziata ha reso centrale la determinazione dei LEP spiegano i rappresentanti dell’UGL Sicilia Filippo Virzì e Claudio Marchesini – da un lato, i LEP forniscono un riferimento per la determinazione delle risorse da destinare alle Regioni che richiedono maggiore autonomia; dall’altro, garantiscono l’equità e l’unitarietà dell’intervento pubblico. Tuttavia, l’applicazione differenziata dei LEP a livello regionale potrebbe portare a differenti esiti finanziari rispetto a quelli determinati per le funzioni gestite a livello territoriale”. ...

Commenti