L'Aran Sicilia sembra aprire, a nome del Governo,
alle richieste dei sindacati. Nella serata di ieri,
infatti, il Presidente dell'Aran Sicilia, Avv. Claudio Alongi, ha sintetizzato
le richieste rappresentate da COBAS/CODIR, SADIRS, SIAD, UGL e DIRSI. Nella
seduta di martedì scorso, i Sindacati Autonomi avevano posto la condizione che
un accordo sulle pensioni dovesse tenere prioritariamente conto del rispetto
dei diritti di tutti i lavoratori. Proprio per questo l’Aran si è dichiarato
disponibile a togliere il termine del 2020, lasciando aperta una finestra per
tutti i dipendenti con i requisiti posseduti e secondo modalità da concordare.
Al maturare dei requisiti di ogni singolo dipendente, l'interessato dovrà
optare: andare in pensione con il vecchio regime pena la perdita del beneficio
e il passaggio al sistema statale puro. I sindacati COBAS/CODIR, SADIRS, SIAD,
UGL e DIRSI, pur riservandosi di visionare il nuovo testo, hanno espresso una
cauta soddisfazione per l'apertura rappresentata dall'Aran. Successivamente,
però, il testo modificato dovrà essere recepito con delibera della Giunta di
Governo e i sindacati, pertanto, subordinano la sospensione dello stato di
mobilitazione alla ratifica dell'accordo proposto insieme alla mediazione sulle
altre norme sul personale inserite in Finanziaria. COBAS/CODIR, SADIRS, SIAD,
UGL e DIRSI hanno dichiarato, inoltre, che dalla Finanziaria dovranno essere
pregiudizialmente cassati i commi 1 e 2 dell'art. 4 in quanto non più
compatibili con la nuova proposta dell'Aran in accoglimento, come detto, delle
richieste delle sigle COBAS/CODIR, SADIRS, SIAD, UGL, DIRSI e CISL. Altro
importante risultato è rappresentato dalla liquidazione della buonuscita senza
alcuna penalizzazione come previsto, invece, dall’attuale stesura della
Finanziaria. Anche sulle dotazioni organiche sembra si sia, finalmente, fatta
chiarezza nel senso che il piano di pensionamenti non sia dettato da esuberi
del comparto o della dirigenza ma serva come mezzo di snellimento della
macchina amministrativa aprendo, fra l’altro, grosse prospettive di crescita,
anche grazie alla riclassificazione, ai dipendenti delle aree A e B, in
prevalenza diplomati e laureati e, perché no, offrire una prospettiva a
tantissimi giovani disoccupati attraverso pubblici concorsi. L'Aran si è
impegnata a presentare immediatamente al Governo la proposta che, insieme alla
riclassificazione e al rinnovo dei contratti, è vincolante all'avanzamento
delle trattative e ha comunicato che martedì improrogabilmente comunicherà per
iscritto la volontà del Governo fermo restando che la posizione di COBAS/CODIR,
SADIRS, SIAD, UGL e DIRSI non è più negoziabile. Le stesse mantengono, quindi,
lo stato di agitazione e mobilitazione di tutto personale, riservandosi di
indire lo sciopero generale, nel rispetto dalle franchigie pasquali previste
dalla legge (non prima del 15 aprile), nel caso che il Governo dovesse
modificare o addirittura respingere la proposta presentata dall'Aran, specie
dopo il vergognoso spettacolo offerto dall'ARS con la cassazione dal testo
della Finanziaria di circa 30 articoli relativi anche al taglio delle spese per
la politica delle province e dei comuni.
Palermo, 3 aprile 2015
Le Segreterie
Regionali

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