EDITORIALE
di Giovanni Condorelli
Editore "Ugl Sicilia Notizie"
Ogni giorno all’alba migliaia di lavoratori si alzano per andare a lavorare
in campagna e rischiano di non tornare nelle loro case, ogni giorno
si piegano la schiena per una manciata di euro, sono uomini, donne, immigrati e
italiani, come racconta la cronaca per la morte di Paola Clemente, ma nel caso
degli immigrati, non sappiamo chi sono, non conosciamo i loro nomi, sono delle
identità nascoste, che a nessuno importa in che condizioni vivono e lavorano,
stroncati dalla fatica sotto il sole cocente del mezzogiorno.
Sono morti perché dietro al reclutamento di questa forza lavoro, si
nasconde il caporalato, un fenomeno criminale che dilaga in particolar modo al
sud, gestito da forze criminali senza scrupolo e che abusano della necessità di
manovalanza e la costrizione a un lavoro nero che uccide in Puglia e non solo,
dove l'Ugl è stata presente fisicamente con i suoi sindacalisti, per
verificare le condizioni e i fatti di cronaca nelle campagne della Puglia che
gridano nel totale silenzio dell’omertà, che sia ora di infliggere
pene severe, per la segregazione di un intero popolo di lavoratori. Una
dimensione illegale alimentata dalla continua richiesta di lavoro nelle filiere
dell’agricoltura, settore edile e dei servizi, in cui è facile prestare
una manodopera a basso costo, senza nessun potere di negoziazione sindacale.
Crediamo che sia giunta l’ora di non dover contare altri morti nessun
essere umano, indipendentemente dal colore o dalla nazionalità, deve subire una
fine inesorabile dettata solo necessità di trovare il modo legale di garantirsi
un pasto; in questi anni si è discusso su come arrestare un fenomeno
consolidato soprattutto al sud, ma alla fine la perdita di milioni di posti di
lavori, non ha fatto altro che alimentare il reclutamento di altri
disperati, complice una governance politica scellerata, sull’immigrazione e
sull’economia del nostro paese.
Per rendere libero il lavoro occorre che la connivenza tra datori di lavoro
e mediatori/caporali sia severamente punita con leggi e che la qualità
ispettiva di cui si parla nell’ultima indagine conoscitiva della Commissione
Lavoro della Camera dei Deputati vertente il caporalato, non serva solo a
quantificare le migliaia di sventurati intrappolati nella rete della
sopravvivenza, perché è evidente che tutti i presunti sforzi da parte delle
istituzioni, siano serviti a scrivere pagine di relazioni finite nel buio della
sommersa indifferenza della politica e dell’attività ispettiva , al quale l’Ugl
rivolge un monito chiaro e deciso: indagare e punire i reati di caporalato,
nessuna connivenza o collusione può essere tollerata.
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